Rivoluzione Google

Da AgoraWiki.

(1 / 400 ) Rivoluzione Google


Dalla privacy, alla censura, dai sistemi aperti alla responsabilità degli intermediari, dal diritto d'autore alle nuove frontiere dell'informazione online, Google diventa protagonista non solo su Internet, ma anche nei tribunali, nei parlamenti e nelle istituzioni internazioni. Che faticano a stare al passo.

Le innovazioni introdotte di Google scombinano i mercati e creano nuovi scenari sociali. Da studiare, nel bene e nel male, e di cui è importante che l'opinione pubblica abbia coscienza.


(1/ 300) Don't be evil


Una chiave per comprendere l'approccio aziendale di Google sta nel motto “don't be evil”, “non essere malvagio”, che se non rappresenta certo una garanzia di comportamenti corretti, sicuramente contraddistingue una consapevolezza sulla complessità delle scelte di un azienda, sempre sull'orlo di scelte che possono metterla contro gli interessi della società nel suo complesso.


(2 / 300) Google e Censura


Quando si pensa alla censura sul web, viene in mente la Cina, con i suoi pervasivi sistemi di controllo. Ma Google pubblica una mappa (google.com/governmentrequests) da cui si vede che sempre più governi fanno ricorso alla censura. In molti casi abusandone, se è vero che il 25% delle richieste di censura del Governo Italiano vengono rifiutate dall'azienda di Mountain View perchè ritenute non condivisibili.


(3 / 300) Google e Privacy


Google gestisce più dati personali su web e utenti della rete di quanto mai nessuna azienda ha avuto a disposizione, ed è normale sia costantemente sotto i riflettori su questo aspetto. Nonostante gli utenti siano sempre meno attenti ai dati sensibili che mettono in rete, ha fatto notizia il fatto che Google, introducendo il nuovo servizio “sociale” Buzz, abbia reso pubblici alcuni contatti di posta degli utenti. Per questo Google è stata richiamata con documento congiunto dei Garanti della Privacy di 10 diversi paesi. Prove tecniche di regolamentazione transnazionale della rete?


(4 / 300) Google e il “vendor lock-in”


"Se non c'è bisogno di lavorare per tenersi stretti gli utenti, le aziende probabilmente non lo faranno". Con questo motto, Google, ha inaugurato il progetto “Data Liberation Front” con cui aiuta gli utenti ad abbandonare le sue applicazioni con la possibilità di esportare tutti i dati in formati aperti.

L'obiettivo è quello di consegnare agli utenti il pieno controllo sui loro dati, in particolare quelli presenti nelle applicazioni che richiedono autenticazione, come Gmail o Google Docs.


(5 / 300) Google e il mercato digitale


Se la pubblicità in rete costituisce il mercato di maggior prospettiva per gli inserzionisti, è impressionante la quota di Google che gestisce 6 pubblicità su 10 di quelle presenti sul web.

Allo stesso tempo nonostante questo impressionante vantaggio, Google è insidiata da altri piattaforme, come Facebook o Apple, contraddistinte da un'approccio molto più chiuso. Ma proprio la difficoltà di Google potrebbe essere quella più pericolosa. Finchè si primeggia, essere aperti e non abusare dei dati in proprio possesso, può essere una strategia perseguibile, ma cosa succederà quando Google si troverà in difficoltà?


(6 / 300) Google e le responsabilità degli intermediari


Ha fatto addirittura parlare di un “Caso Italia” a proposito della libertà di informazione in Rete la condanna, per violazione delle norme sulla privacy, di tre dirigenti Google condannati dal Tribunale di Milano per il caso aperto dalla diffusione in Rete, nel 2006, di un video in cui un giovane disabile di Torino veniva vessato dai compagni di scuola. "Una sentenza – ha dichiarato Google - che mette in discussione i principi fondamentali di libertà dal momento che i nostri dipendenti sono stati condannati dal giudice per atti commessi da terzi: loro non hanno niente a che fare con il video, non lo hanno girato, né caricato, né visionato".


(1 / 350) Google e la tua cartella clinica in rete


Google ha introdotto ormai da diversi anni una piattaforma, che sta avendo un discreto successo negli Stati Uniti, per organizzare tutte le informazioni sul proprio stato di salute, ma anche per trovare medici o prenotare visite mediche. Il servizio si chiama Google Health, e può essere consultato dai cellulari di nuova generazione. Ovviamente, come per molti servizi, Google Health solleva preoccupazioni sulla sicurezza del sistema e sull'utilizzo di dati personali così sensibili.


(2 / 350) Google e il testamento biologico


Google non ha paura di entrare anche nella sfera della bioetica, e ha introdotto la possibilità, anche tramite Google Health, di depositare il proprio testamento biologico, (il servizio per ora è disponibile solo negli Stati Uniti). Una volta compilato è semplice condividerlo con familiari, amici, ma anche con medici e operatori sanitari.


(3 / 350) Le diagnosi le fai con Google


Non sono pochi i medici che si lamentano del fatto che sempre più pazienti si recano alle visite con la loro diagnosi, ottenuta appunto cercando i loro sintomi su un motore di ricerca. Il che mette in crisi la figura stessa del medico e la sua autorità. A difendere i pazienti-medici, ci sono però diversi studi che sembrano mostrare come, immettendo correttamente i propri sintomi su Google, con una buona probabilità si viene indirizzati verso la patologia corretta. Che è sempre meglio verificare con il proprio medico.


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(1 / 350 ++) Queste pagine “digitali” di Password


Questa due pagine sono il frutto del lavoro di attivisti di Agorà Digitale (www.agoradigitale.org), l'associazione per la libertà della rete che ogni mese cerca di aprire uno spazio di riflessione su web e nuove tecnologie. L'organizzazione latita, e per questo mese il lavoro è principalmente a cura di Luca Nicotra, segretario dell'associazione. Ma contiamo di aprire questo spazio ad un confronto a più voci. Tutti i contenuti che trovate qui sono tratti dal wiki dell'associazione che trovate all'indirizzo www.agoradigitale.org/wiki a cui chiunque può contribuire o anche solo consultare.


(2 / 350 ++) Nel prossimo numero di Agenda


Password cerca di contribuire ad un ecosistema di informazioni sul tema delle libertà digitali, esperimento di comunciazione in cui i contenuti vengono immersi in arte, comunicazione innovativa, tecnologie digitali.

Nel prossimo numero di Agenda Coscioni vorremmo affrontare l'universo Apple costituito talvolta di piattaforme software, come iTunes, ma più spesso di sistemi integrati come iPhone, iPod o il più recente iPad, giunto in questi giorni al milione di esemplari venduti. Per analizzare come i nuovi apparecchi di Apple ridefiniscono lo scenario della rete e delle libertà digitali. Il dibattito è già in corso sul wiki www.agoradigitale.org/wiki

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