Rete alternativa a Telecom

Da AgoraWiki.

Mantra 1: "Telecom, con il suo assetto da monopolista, la sua situazione finanziaria, il suo è in questo momento un forte ostacolo all'innovazione in Italia."

Mantra 2: "La rete di nuova generazione non potrà che essere unica perchè i costi e i temi di realizzazione dell'infrastruttura edile non sono compatibili con un rapido sviluppo ed hanno chiare caratteristiche da monopolista"

Questi due mantra, in conflitto l'uno con l'altro, sono importanti da riptere un po' di volte prima di discutere la nuova iniziativa di Fastweb, Vodafone e Wind, discussa nei giorni scorsi con il Governo, e che domani verrà presentata in una conferenza stampa.

Mi viene da dire bentornata concorrenza. Non solo


Fastweb, Vodafone e Wind hanno rispolverato il progetto di una rete alternativa a quella di Telecom, con un progetto presentato nei giorni scorsi al Governo e che verra' annunciato domani in una conferenza stampa.



"Le infrastrutture di natura edile (cavidotti, tralicci, edifici) costituiscono il 90% dell'investimento per una rete a banda ultralarga e rappresentano l'unico elemento che mantenga rispetto al passato le caratteristiche del monopolio naturale, è evidente l'importanza dell'utilizzo delle infrastrutture edili già in essere (ri-uso edile) per uno sviluppo rapido e low cost di una NGN."


In ogni caso ripeto mentalmente questo mantra mentre leggo della notizia che Fastweb, Vodafone e Wind hanno rispolverato il progetto di una rete alternativa a quella di Telecom, con un progetto presentato nei giorni scorsi al Governo e che verra' annunciato domani in una conferenza stampa.

Il primo commento è bentornata concorrenza. Quella che Telecom Italia da bravo monopolista da sempre cerca di ostacolare, tecnologicamente o più spesso con l'appoggio di governi.

Ora il fatto che Fastweb, Vodafone e Wind alzino la voce mi sembra un buon segno. Sia che stiano bluffando per. Evidentemente. Stefano Quintarelli ipotizzano che vogliano partire da soli per poi

Ed è bene che il governo si Se questo è il presupposto ad un modello in cui diversi operatori e poi, come dichiarato tra l'altro

Mi sta bene lo scetticismo motivato di Stefano Quintarelli, che

Romani parla inoltre di "sforzi regolamenteri sul tema dell'umbundling". E qui non solo il nuovo progetto delle tre compagnie. Ma sono quasi un migliaio le aziende in Italia in grado di fare

Infine c'è la questione degli investimenti di stato. E qui non sono d'accordo. Se D'altra parte non si possono fare sconti in nome dei danni che potrebbero derivare alla rete italiana delle tlc, soprattutto in un momento di crisi in cui una frode fiscale di tali dimensioni ha aggravato ulteriormente la già difficile situazione del nostro paese: non deve essere più tollerato, né tanto meno favorito, un sistema che consenta ad un solo privato di fare strage dei principi di concorrenza, sicurezza, privacy, fiscalità.

La salvaguardia di tutti (cittadini ed imprenditori delle TLC) deve arrivare dallo Stato attraverso un necessario ed improrogabile intervento del governo che richiami a sè la rete quale asset essenziale della nazione.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Editrice/IlSole24Ore/2010/05/06/Tecnologia%20e%20Business/27_B.shtml?uuid=3ae29b56-58d5-11df-a0f0-dfea661b6fe1&DocRulesView=Libero


Una fonte vicina ad Agcom ha spiegato al Sole 24 Ore che c’è un punto fondamentale da chiarire: i tre carrier saranno obbligati o meno ad aprire il network a Telecom Italia, in quelle aree, per esempio, dove il gruppo guidato da Franco Bernabè non arriva con la fibra? Se la newco dovesse risultare in posizione dominante in certe zone, allora sì, la rete dovrà essere aperta a Telecom Italia.


Soldi pubblici solo se la rete è una sola e a disposizione di tutti gli operatori.


Questo non può non tenersi in considerazione nel valutare le nuove iniziative e il da farsi.




Telecom opprime il mercato.


“interessante, anche perché in questo momento non hanno chiesto denaro al Governo pur aprendo a un partner di peso come la Cassa depositi e prestiti”.

E ha aggiunto: “Servirà a fare qualche sforzo regolamentare sul tema dell’unbundling, ma il percorso è ancora lungo e dovremo aspettare ancora qualche giorno”.


Nei giorni scorsi l'a.d. di Fastweb, Carsten Schloter, ha criticato la politica dell'autorità che, ha detto, favorisce Telecom Italia e rappresenta un disincentivo agli investimenti nella rete di nuova generazione.


Grande alleanza.

http://www.mantellini.it/?p=7992

E visto che una buona fetta dei soldi per un tale investimento saranno soldi dello Stato è piuttosto semplice immaginare quali siano gli interessi dei cittadini (e dei loro amministratori) in un investimento del genere. Soldi pubblici solo se la rete è una sola e a disposizione di tutti gli operatori.

Solo una provocazione


È la chiave di tutto. Se si inasprirà il conflitto tra autori e fruitori e anche a causa della mancanza di

La situazione della rete di nuova generazione è talemente disperata (ne parlavo recentemente in questo blog) che a qualsiasi iniziativa viene dato un significato salvifico.

A dire altolà al solito c'è Stefano Quintarelli che sul suo blog [1] e in delle dichiarazioni rilasciate al Fatto [2] si dichiara scettico.

E in effetti i soldi servono, per trovarli siamo in qualche modo legati a Telecom. Ma tutto il resto si deve sbloccare.

Trackback quinta: http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d8341c55f253ef0133ed3ea355970b

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/05/04/news/nuova_rete_italia-3816747/

In attesa di conoscere quali siano, in concreto, i progetti della newco promossa da Fastweb, Wind e Vodafone, sul tema sono intervenuti Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, e Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni.

Romani ha detto che nel progetto della rete in fibra ottica annunciato dagli operatori alternativi è obbligatorio coinvolgere Telecom Italia e che si tratta di un’iniziativa legata a doppio filo al tema dell’unbundling. Anche Calabrò non crede che Fastweb, Vodafone e Wind vogliano fare una NGN senza Telecom Italia. Il punto, piuttosto, è capire se l’ex incumbent voglia farla con loro.


E cosa dice Telecom Italia? «Siamo felicissimi, ben venga la concorrenza», ha dichiarato Bernabè. Il gruppo, intanto, sta promuovendo accordi territoriali con gli enti locali finalizzati a velocizzare lo sviluppo delle nuove reti. In un incontro con il Commissario UE per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, l’AD di Telecom Italia è stato chiaro: lo sviluppo delle nuove infrastrutture sull’intero territorio nazionale non può prescindere da forme di condivisione degli investimenti con altri soggetti pubblici e privati.

http://www.webmasterpoint.org/news/fibra-ottica-nuova-rete-di-vodafone-fastweb-e-wind-per-adsl-veloce-copertura-e-progetto-telecom_p36017.html http://www.webmasterpoint.org/news/fibra-ottica-italia-governo-vuole-telecom-entri-altri-piani_p36028.html

Fibra ottica: nuova rete di Vodafone, Fastweb e Wind per ADSL veloce. Copertura e progetto. Telecom? I carrier alternativi a Telecom Italia presentano il progetto per la NGN a Gianni Letta e criticano la politica di Telecom Italia. Che non manca di replicare alle accuse.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta ha ricevuto ieri i massimi rappresentanti dei principali operatori di TLC alternativi a Telecom Italia: Paolo Bertoluzzo, AD di Vodafone Italia, Luigi Gubitosi, AD di Wind, e Stefano Parisi, ex AD di Fastweb, autosospesosi dalla carica in seguito al ciclone giudiziario che ha coinvolto la società.

Al centro dell’incontro, il tema della costruzione di una rete di nuova generazione in fibra ottica, alternativa a quella attuale in rame di proprietà di Telecom Italia. I carrier lamentano le difficoltà di fornire servizi di connettività adeguati alle nuove esigenze di privati e aziende attraverso l’ultimo tratto della rete di Telecom Italia, il cosiddetto “ultimo miglio” che collega uffici e abitazioni alle centraline, e polemizzano anche sulle condizioni economiche praticate dall’ex monopolista, che ha innalzato le tariffe per l’affitto all’ingrosso delle linee.

Ecco, dunque, la proposta: costituire una nuova società per la costruzione della New Generation Network, che potrà essere utilizzata da tutti i player di mercato partecipanti al progetto. Entro cinque anni, la newco si pone l’obiettivo di coprire le principali città italiane.

Pronta la replica di Telecom Italia: la rete è efficiente e per il triennio 2010-2012 saranno investiti nel mercato domestico 9,2 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi in infrastrutture di rete e Information Technology. E il canone unbundling, sottolinea l’ex incumbent, è ampiamente sotto la media europea.

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