Maroni e File Sharing

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[modifica] Maroni e File Sharing

Dopo l'intervista di ieri su Panorma (nella immagine) Maroni, ospite di Radio Uno, ha ribadito "scaricare musica da Internet non la considero un'azione illegale". Sottolinea che lo scambio di file musicali non ha nulla a che vedere con la pirateria ricordando la soluzione che propone da tempo: un grande sito nazionale da cui si possa scaricare musica gratis legalmente con sponsor che pagano i diritti d'autore a chi la musica la fa e che ovviamente ha diritto ad essere pagato per questo.

«Si è detto che è come andare in un supermercato e rubare la merce - osserva Maroni - Non è così, sarebbe così se io entrassi in un un sito che vende e rubassi la musica da lì; ma quando io scarico c’è il collegamento peer to peer, cioè tra computer privati. È come se il proprietario di questo computer dove io vado a prendere la musica facesse una copia di un cd che ha comprato e me la regalasse, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici: è lo stesso meccanismo».

Per il ministro, «proporre sanzioni pesantissime come quelle in Francia, fino alla disconnessione da internet, è sbagliato e non funziona, anzi in Francia da quando c’è questa legge severissima il download è aumentato. La soluzione è un altra: quella di fare un grande sito nazionale, l’ho proposto da tempo ma senza essere ascoltato, dove si possa scaricare musica gratis legalmente e trovare degli sponsor che paghino il diritto d’autore a chi la musica la fa e ha diritto ad essere pagato per questo».

  • Risposta della Fimi:

Un punto di vista, quello di Maroni, che non piace per nulla alla Fimi, la federazione dell’industria musicale italiana, che risponde al ministro snocciolando una serie di numeri: «Qualche milione di brani musicali scaricati legalmente e gratis, più di un miliardo di click gratuiti sui video ufficiali degli artisti italiani tramite Youtube, più dell’90% dei singoli file venduti a meno di un euro da decine di piattaforme. Un mercato della musica legale su internet che oggi è il 14 % del totale. Il ministro dell’Interno dovrebbe valutare che vi sono in gioco posti di lavoro e ricavi per lo Stato a causa della pirateria digitale».

La Fimi ricorda anche «il recente studio economico indipendente di Tera che mostra il risvolto drammatico della pirateria digitale sull’economia del lavoro in Europa». Nel 2008, le industrie creative dell’Ue, cinema, musica, televisione e software, hanno offerto un contributo pari al 6,9% o a circa 860 miliardi di euro al totale del Pil europeo, con una quota del 6,5% dell’occupazione totale dell’Ue pari a circa 14 milioni di lavoratori. «A causa della pirateria (e principalmente della pirateria digitale) - conclude la Fimi - le industrie creative dell’Unione Europea che hanno maggiormente subito l’impatto delle attività illecite hanno registrato perdite pari a 10 miliardi di euro ed un totale di 185.000 posti di lavoro in meno. Solo in Italia i danni sono stati di 1,4 miliardi di euro con 22.400 posti di lavoro perduti».

http://www.downloadblog.it/post/12162/maroni-ministro-pirata-e-ora


[modifica] Possibile Bozza di Lettera Aperta a Maroni

On.le Ministro Roberto Maroni,

Abbiamo letto con interesse le notizie che riportano la sua abitudine, come qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet.

In due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l'altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese del distacco da internet dei cosiddetti "pirati". Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d'intrattenimento. Lei ha inoltre sottolineato che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, atto già diffuso prima della diffusione delle reti peer to peer.

Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.

Apprezziamo il coraggio e la sincerità di chi, come Lei, si prende la responsabilità politica di raccontare la quotidianità di quanto avviene nel nostro Paese, dove milioni di utenti hanno ormai scelto lo strumento informatico per la ricerca e lo scambio dei contenuti che più interessano.

Questo fenomeno non può essere semplicemente liquidato come criminalità, pirateria.

Le Sue dichiarazioni di poche settimane successive alla indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (AGCom) nella quale si evidenzia come la pirateria non commerciale sia in gran parte dei casi benefica per il mercato e come misure repressive contro questo fenomeno siano inutili e dannose.

Coloro i quali si battono come noi per l'affermazione delle libertà digitali non chiedono alle istituzioni di rinunciare al proprio ruolo regolatore, ma di muovere i propri provvedimenti e dibattere le possibili riforme da quella che è la situazione reale, che Lei mostra di conoscere.

Da Ministro Lei può fare molto per trarre le dovute conseguenze da quanto ha sostenuto pubblicamete.

Innanzitutto chiedendo l’abolizione della legge Urbani nella parte in cui criminalizza questo fenomeno mettendolo sul penale.

In secondo luogo impegnandosi a sostenere iniziative di governo o parlamentari che vanno nella direzione da lei auspicata. In parlamento è stata depositata una proposta di legge a prima firma Marco Beltrandi, che prevede una via alternativa alla criminalizzazione del file sharing attraverso un sistema di licenze colletive estese.

Per esporLe il contenuto delle proposte e presentarLe altre attività cui potrebbe essere interessato a partecipare siamo a chiederLe un incontro.

Se Lei volesse essere promotore di un’iniziativa legislativa, o approfondire l’argomento, saremo lieti di mettere a disposizione il contributo di esperti e centri studi che potrebbero arricchire il lavoro e il dibattito sui temi che ha dimostrato di apprezzare.

Certi di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti

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