Disobbedienza Civile Digitale
Da AgoraWiki.
[modifica] Dissobbedire in rete per una società aperta? == / == È arrivato il tempo per la disobbedienza in rete?
Occorre rilanciare la lotta per i diritti di nuova generazione, quelli della Rete libera, poichè stanno censurando i luoghi della libera condivisione (1), e quelli del pubblico dibattito (2), stanno obbligando i fornitori di servizi (Google, Youtube, Facebook) a filtrare i contenuti (3), e ad invadere sistematicamente la privacy per controllarci (4), ci stando tassando per far lucrare le lobby del diritto d'autore (che sono altro dagli autori) (5), limitando la nascita di informazione alternativa a quella di potere (6). In queste pagine gli strumenti e la storia della disobbedienza in rete.
(1) La sentenza della Cassazione sul caso The Pirate Bay legalizza l'oscuramento preventivo dei siti che potenzialmente violano le norme sul diritto d'autore. www.agoradigitale.org/wiki (2) La decisione del Tribunale di Milano di condannare due dirigenti di Google per la pubblicazione di un video di violenze su un disabile introduce la responsabilità degli intermediari rispetto ai contenuti pubblicati dagli utenti. www.agoradigitale.org/wiki (3) Il procedimento della Federazione Anti Pirateria Audio Visiva contro Telecom Italia rischia di introdurre l'obbligo delle aziende di telecomunicazione di un ruolo attivo nell'identificazione dei suoi abbonati che fanno downloading. www.agoradigitale.org/wiki (4) Il processo contro Google, su denuncia di Mediaset, per gli spezzoni del Grande Fratello caricati dagli utenti su YouTube, ha stabilito di fatto di dare ai produttori di contenuti la possibilità di effettuare una filtratura preventiva dei contenuti. www.agoradigitale.org/wiki (5) Il decreto Bondi sul cosidetto equo compenso, estende la tassa a favore della Siae su tutti i tipi di memorie digitali. www.agoradigitale.org/wiki (6) Il decreto Romani impone alle piattaforme di video online gli stessi obblighi di autorizzazione ministeriale, rettifica e responsabilita' civile in vigore per i grandi network televisivi. www.agoradigitale.org/wiki
[modifica] 1) Armi nonviolente di disobbedienza digitale: riprendersi la privacy
Tor è un software libero che garantisce l'anonimato online. Impedisce il monitoraggio delle tue attività in rete, proteggendo la privacy, le attività di business e le relazioni personali. Rende inefficaci le misure di censura dei singoli governi instradando le richieste dirette a siti web attraverso la rete mondiale di attivisti che utilizzano questo software.
www.torproject.org
[modifica] 2) Armi nonviolente di disobbedienza digitale: superare la censura
Open DNS e Fool Dns sono due dei più diffusi server DNS liberi. Cos'è un DNS? Quando digitate il nome di un sito, come www.agoradigitale.org, questo viene tradotto in una stringa di 4 numeri, separati da un punto (ad esempio: 82.395.120.166). Per tradurlo occorre un server DNS (Domain Name Server). I governi obbligano i provider ad eliminare dai loro DNS i siti indesiderati. I DNS liberi invece non hanno nessuna censura, e si possono impostare facilmente.
www.opendns.com - www.fooldns.com
[modifica] 3) Armi nonviolente di disobbedienza digitale: superare la censura
Freenet è una rete decentralizzata, creata per resistere alla censura, che sfrutta le risorse (banda passante, spazio su disco) dei suoi utenti per permettere la pubblicazione e la fruizione di qualsiasi tipo di informazione. Freenet è stata costruita pensando ad anonimato e sicurezza, non alla velocità di trasmissione. Questa caratteristica la rende poco indicata per lo scambio di file di grosse dimensioni (come filmati e file audio).
www.freenetproject.org
[modifica] 4) Armi nonviolente di disobbedienza digitale: liberare la condivisione
Forse non ci avete mai pensato, ma anche i software di file sharing (cioè per lo scambio di file) che comunemente utilizzate possono costituire strumenti di disobbedienza civile, se impiegati consapevolmente e pubblicamente. Dai software per le reti di file sharing come eMule, Lime Wire, Shareaza, Kazaa, Soulseek o Gnutella, ai motori di ricerca per file torrent dal più famoso Pirate Bay a BTJunkie, da isoHunt a Mininova, le alternative sono molte. Ma sono in pochi ad ammettere pubblicamente il loro utilizzo. E quindi ad utilizzarli come strumenti di disobbedienza.
LA STORIA DELLA DISOBBEDIENZA CIVILE IN RETE.
[modifica] 1) 1997 - Sit-in in Rete
La teorizzazione della disobbedienza civile elettronica viene solitamente attribuita a Ricardo Dominguez e al suo Critical Art Ensamble. Nella formulazione originale si tratta di una azione nonviolenta sulla rete telematica, che ha come obiettivo quello di intralciare e bloccare i flussi di informazione commerciale e del capitale finanziario.
Lo strumento principale utilizzato a tal fine è Floodnet, evoluzione del Netstrike, il corteo telematico ideato e teorizzato da T. Tozzi di Strano Network, che è stato inizialmente realizzato per protestare contro i responsabili della riduzione alla fame degli indigeni zapatisti.
Si tratta di un software scritto appositamente per rallentare la capacità di risposta dei server web senza però arrecarvi danno, ma semplicemente inondando il server di richieste di collegamento.
Il «FloodNet», è un applet di Java che automatizza il processo di reload delle pagine. I partecipanti al «sit-in virtuale» si connettono al sito di «The Thing» e prelevano «FloodNet», che colpisce i siti ricaricando le pagine con un intervallo di 6-7 secondi. «In questo modo, con una connessione simultanea ad esempio di diecimila persone, riusciamo a trasmettere circa 600 mila impulsi al minuto, che sono generalmente sufficienti a bloccare l’accesso al sito», spiegava Ricardo Dominguez.
[modifica] 2) 2003 - Nasce "The Pirate Bay"
Due anni dopo la chiusura di Napster, il software che ha dato il via al fenomeno file-sharing (nel 2001), imposta dalle autorità americane nasce Piratbyrån: una dozzina di ragazzi svedesi tra i 20 e i 30 anni, decisi a sfidare il protezionismo dei copyright made in Usa. Il gruppo lancia thepiratebay.org, un sito peer-to-peeer dove chiunque e da ogni angolo del mondo può scaricare gratuitamente film, musica, libri, videogiochi. Il sito nasce con l’intento di lanciare una campagna di disobbedienza civile (i gestori del sito sono noti) contro quelle che loro considerano delle norme oggi inadeguate come quelle che regolano il copyright. Per informazioni visitate il sito www.thepiratebay.org ... ops, no, l'hanno censurato.
[modifica] 3) 2004 - Il Martedì Grigio
In segno di protesta, oltre 300 siti web specializzati in distribuzione di brani musicali, istituirono il ‘Grey Tuesday’, il martedì grigio. Una giornata in offrirono tutti insieme la possibilità di scaricare il ‘Grey Album’ creato dal dj californiano Brian Burton. Il dj creò un disco che fondeva attraverso il campionamento il mitico White album dei Beatles, e il Black Album di Jay-Z. Ma la Emi, la casa discografica dei Beatles ai tempi del doppio album bianco, minacciò ricorsi miliardari contro i distributori del brano musicale.
[modifica] 4) 2004 - Scaricare di fronte alla polizia
Sempre nel 2004 Marco Cappato, deputato europeo della Lista Bonino, tenne un'azione di disobbedienza civile in violazione del Decreto Urbani, il discusso provvedimento che per la prima volta introduceva anche in Italia la criminalizzazione del file-sharing. Nel corso di una conferenza stampa, Cappato si collegò con un normale Pc attraverso una connessione remota telefonica a una rete di scambio peer to peer, ricercando il film Blade Runner nella versione non distribuita in Italia e cominciando a scaricarlo, mostrando poi al pubblico presente i primi fotogrammi. La polizia postale, presente con otto funzionari, verbalizzò sia gli interventi degli oratori sia la descrizione di ogni fase dell'azione di disobbedienza civile. Dopo pochi minuti, mentre era ancora in corso lo scaricamento del film, i funzionari della Polizia postale identificarono Cappato, per poi lasciare la sede del Partito Radicale.
[modifica] 5) 2006-2009 Autodenunce in Italia
Sono moltissimi i personaggi pubblici che hanno ammesso pubblicamente di non rispettare le leggi legate al web e al digitale. Addirittura dei ministri della Repubblica: in un'intervista a Vanity Fair Roberto Maroni nel 2006 si autodenunciò affermando «scarico musica da internet», scatenando immediatamente le reazioni della Pmi, l’associazione Produttori Musicali Indipendenti. Simili dichiarazione furono fatte anche da Giorgia Meloni. Nel 2009 è il famoso blogger Stefano Quintarelli ad autodenunciare la violazione di sistemi DRM su un film da lui noleggiato, per protestare contro le imposizioni dei gestori di contenuti.
[modifica] 6) 2009 Disobbedienza sui DRM
Henrik Andersen, cittadino danese, stanco della poca chiarezza delle leggi sul diritto d’autore anche per copie a fini personali su materiale legalmente acquistato, che lo costringono ad infrangere la legge, si è auto-denunciato alle associazioni anti-pirateria, dicendo di aver usato metodi per eludere il DRM di più di cento film ed episodi TV legalmente acquistati per farne una copia personale da usare sul suo Mediacenter.
Tutto questo Andersen lo avrebbe fatto per promuovere un dibattito e portare quindi all’attenzione del Ministro della Cultura la cosa in modo che possa impegnarsi in una rettifica della legge piuttosto ambigua.
[modifica] 7) 2010 Le Disobbedienze annunciate sul Decreto Romani
Vittorio Zambardino, noto blogger e giornalista di Repubblica, e Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, hanno a più riprese rilanciato una disobbedienza civile una volta fosse stato approvato il Decreto Romani. Sarà questo l'inizio di una nuova stagione di lotta nonviolenta digitale in Italia?

