Censura Travaglio
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[modifica] Travaglio censurato su Youtube. I diritti dei cittadini nelle mani dei grandi gruppi editoriali
Le scuse di Mediaset in uno stato di diritto non bastano. Urge intervento politico per limitare il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online
Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario dell'Associazione radicale Agorà Digitale.
Roma, 1 marzo 2010
Google ha confermato che la settimana scorsa un video di Marco Travaglio sul caso Bertolaso è stato censurato da Youtube per una erronea segnalazione di violazione del copyright. Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore.
Ovviamente non c'è alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico. Ma questo non limita minimamente la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grossi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.
Questa volta il caso sta scoppiando perché ad essere colpito è Marco Travaglio, personalità nota e in grado di reagire immediatamente per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi di fronte a questa arroganza? Quanti altri errori ci sono stati e ci saranno di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla che questo enorme potere di filtraggio non sia utilizzato impropriamente? Quali sono i meccanismi per punirne (le scuse in uno stato di diritto non bastano) gli abusi con la stessa rapidità di intervento fornita agli editori?
E' necessario quanto prima che si avvii una discussione, anche a livello parlamentare, sul cosiddetto meccanismo del *takedown*, sotto accusa in numerosi paesi, in primis gli Stati Uniti, per casi di vera e propria di censura.
Ancora di più considerando che la schiera dei privati a cui viene concesso di improvvisarsi forza di polizia si potrebbe allargare dopo la sentenza sul caso Google contro Vividown, che sarà pubblica solo tra qualche mese, e a causa dell'accordo internazione contro la contraffazione ACTA, per fare chiarezza sul quale già nelle scorse settimane il Senatore radicale Marco Perduca ha presentato una interrogazione.
[modifica] Comunicato Sfrondato
[modifica] Travaglio censurato su Youtube. I radicali presentano interrogazione parlamentare
Le scuse di Mediaset in uno stato di diritto non bastano. Urge intervento del governo per limitare il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online
Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario dell'Associazione radicale Agorà Digitale e Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del PD.
Roma, 1 marzo 2010
E' stata presentata al Senato una interrogazione parlamentare firmata dai senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, in merito al video di Marco Travaglio censurato da Youtube per una erronea segnalazione di violazione del copyright. Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore, tramite il meccanismo del *takedown*, già sotto accusa in numerosi paesi.
Nonostante non ci sia alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico, questo non limita la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grossi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.
Il caso sta scoppiando perché ad essere colpito è Marco Travaglio, personalità nota e in grado di reagire per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi di fronte a questa arroganza? Quanti altri errori ci sono stati e ci saranno di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla che questo enorme potere di filtraggio non sia utilizzato impropriamente? Quali sono i meccanismi per punire (le scuse in uno stato di diritto non bastano) gli abusi con la stessa rapidità di intervento fornita agli editori? Queste alcune delle domande a cui è urgente che il governo risponda.
[modifica] Comunicato con Interrogazione
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA IMPROVVISA CANCELLAZIONE DEL VIDEO DI MARCO TRAVAGLIO SU YOUTUBE DA PARTE DI MEDIASET
Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario dell'Associazione radicale Agorà Digitale, Marco Perduca e Donatella Poretti, senatori radicali eletti nelle liste del PD.
Roma, 2 marzo 2010
Travaglio censurato su Youtube.
Ognuno di noi è a rischio censura sulla Rete da parte di chiunque.
I Radicali Italiani, nella persona della senatrice Donatella Poretti, e il PD, nella persona del senatore Marco Perduca, presenteranno immediatamente interrogazione parlamentare al governo per la scomparsa del video di Marco Travaglio, publicato su YouTube ad opera di Mediaset.
YouTube ha riportato il seguente motivo relativo alla avvenuta cancellazione: "Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset".
Il contenuto del video è una intervista a Marco Travaglio, avvenuta nella sua abitazione, con inquadratura fissa.
Urge intervento della politica per garantire libertà e neutralità della Rete. Il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online deve essere regolato nell'interesse di tutti.
Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore, tramite il meccanismo del *takedown*, già sotto accusa in numerosi paesi.
Nonostante non ci sia alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico, questo non limita la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grandi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.
Marco Travaglio è personalità nota e in grado di reagire per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi e vittime di tali misure discriminatorie? Quanti altri errori di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla questo enorme potere di filtraggio improprio? Quali sono le contromisure per punire (le scuse in uno stato di diritto non bastano) tali abusi con la stessa rapidità di intervento dei poteri forti?

