Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)
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[modifica] Per un'introduzione
--Biagioceli 15:25, 15 mar 2010 (UTC)
- ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement)
- Via i veli da ACTA
- Interrogazione parlamentare presentata il 19 gennaio 2010 dai Senatori Perduca e Poretti
- Interrogazione a risposta scritta 4-06098, presentata da Antonio Borghesi, Mercoledì 10 febbraio 2010, seduta n. 281
- Germania: governo compatto contro le disconnessioni e i blocchi di Internet
- ACTA: domande e risposte
- ACTA: rapporto sui negoziati in Messico trapelato
- Parlamento Europeo: tutti i gruppi avanzano domande scritte alla Commissione per far luce su ACTA
- ACTA: No al segreto, si alla conoscenza. Basta con l’inerzia!
- Da Partito-Pirata
[modifica] Novità del 3 marzo
Perduca, Poretti - Al Ministro dell'Interno e al Ministro della Giustizia
Premesso che:
già in data 19 gennaio è stata presentata dai senatori Perduca e Poretti una interrogazione rivolta al Ministro degli Esteri sul in merito al cosiddetto Accordo anti-contraffazione ;(Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ACTA) che non ha ricevuto risposta;
in data 1 marzo sono emersi ulteriori dettagli su questi negoziati segreti tra Unione europea e diversi altri Paesi tra cui Australia, Canada, Corea del Sud e Stati Uniti;
in data 28 febbraio è stata denunciata dal giornalista Marco Travaglio la censura di un suo video, che si è emerso essere stata causata da un erroneo utilizzo di un meccanismo, il cosiddetto takedown, che il trattato ACTA si propone di estendere notevolmente
Considerato che:
Da un documento dell'Unione Europea emerge che
Il punto è chiaramente legato al caso di censura del video di Travaglio, che, come si puo' leggere nell'apposita pagina usa il meccanismo del takedown l'estensione del quale è dibattuta proprio nel documento ACTA.
In particolare, come sottolinea l'articolo di Punto Informatico due temi principali degli ultimi leaks sono:
- il tentativo degli Stati Uniti di estendere a livello globale le previsioni del Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Questo è centrale, come segnalato su Scambio etico in quanto Google in Italia offre a chiunque, sulla piattaforma YouTube, la possibilità di segnalare violazioni del copyright che portano alla rimozione del video in attesa di eventuali reclami della controparte, secondo una politica assimilabile al “notice-and-takedown” americano sancito dal Digital Millennium Copyright Act del 1998. Più volte è stato segnalato come, dopo 12 anni dalla sua attuazione negli Stati Uniti, il regime di notice-and-takedown ha favorito la censura, come risulta, fra gli altri, da questo rapporto della Electronic Frontier Foundation: http://www.eff.org/takedowns.
- L'Unione Europea, infine, intenzionata a difendere una particolare proposta: che vengano istituite delle azioni legali contro quegli intermediari i cui servizi vengono sfruttati per violare il copyright. Di questo invece parla Stefano Quintarelli.
Un punto fondamentale rimane quello della mancanza di trasparenza del processo a cui, come sottolinea lo stesso Quintarelli partecipano ai lavori, oltre ai rappresentanti dei governi, anche quelli delle industrie dei copyright. Non dei produttori di elettronica, non degli operatori di TLC, non dei cittadini (pardon, consumatori).
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei reali motivi per cui l’opinione pubblica non può avere accesso a tali informazioni relative all’ACTA, tanto più che è altamente improbabile che le industrie interessate ai diritti di proprietà intellettuale non siano a conoscenza dei suoi contenuti;
per quale motivo si impedisca, anche a chi possiede approfondite competenze tecnico-giuridiche, di avere informazioni sulla natura del testo;
se si reputi opportuno promuovere misure affinché tutto ciò che riguarda lo sviluppo di ACTA sia liberamente accessibile on-line quanto prima.
Questo il comunicato sul caso Travaglio:
Travaglio censurato su Youtube. I radicali presentano interrogazione parlamentare
Le scuse di Mediaset in uno stato di diritto non bastano. Urge intervento del governo per limitare il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online
Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario dell'Associazione radicale Agorà Digitale e Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del PD.
Roma, 1 marzo 2010
E' stata presentata al Senato una interrogazione parlamentare firmata dai senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, in merito al video di Marco Travaglio censurato da Youtube per una erronea segnalazione di violazione del copyright. Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore, tramite il meccanismo del *takedown*, già sotto accusa in numerosi paesi.
Nonostante non ci sia alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico, questo non limita la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grossi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.
Il caso sta scoppiando perché ad essere colpito è Marco Travaglio, personalità nota e in grado di reagire per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi di fronte a questa arroganza? Quanti altri errori ci sono stati e ci saranno di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla che questo enorme potere di filtraggio non sia utilizzato impropriamente? Quali sono i meccanismi per punire (le scuse in uno stato di diritto non bastano) gli abusi con la stessa rapidità di intervento fornita agli editori? Queste alcune delle domande a cui è urgente che il governo risponda.

