12 Aprile 2010

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  • Google:

[modifica] Motivazioni condanna Google

«Non esiste nemmeno la sconfinata prateria di Internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità». Questo uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato tre dirigenti di Google a sei mesi per violazione della privacy, in relazione alla pubblicazione sul web di un video nel quale un ragazzo disabile veniva vessato da alcuni di compagni di scuola.

«Google Italia trattava i dati contenuti nel video caricati sulla piattaforma di Google Video e ne era quindi responsabile perlomeno ai fini della legge sulla privacy», si legge nelle motivazioni della sentenza. Per il giudice milanese, soprattutto, l’informazione sulla privacy del motore di ricerca era carente e inefficace. «L’informativa sulla privacy -scrive infatti nelle motivazioni Oscar Magi- era del tutto carente o comunque talmente nascosta nelle condizioni generali di contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge».

    • Reato commesso all'estero
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